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JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui periodicamente sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. L’iniziativa nasce dall’omonimo evento realizzato da JEME a maggio 2014, che ha riunito oltre 40 startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT. Negli anni, JEME ha continuato a concentrarsi sul tema dell’imprenditorialità, collaborando con incubatori e imprenditori italiani su progetti, eventi e occasioni di confronto. Tramite questa campagna, JEME si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli, di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Il nostro young entrepreneur del mese è Andrea Camauli, Co Founder di Clap.

Andrea Camauli – Co Founder Clap

1- Come è nata l’idea di Clap e cosa ti ha spinto a realizzarla?

“A seguito di un infortunio che mi ha costretto ad uno stop per un anno dall’attività sportiva, insieme al mio allenatore è nata l’idea di creare un social che effettivamente permettesse alle persone di competere tra di loro. La prima versione voleva essere molto più semplice di quella attuale e meno social, semplicemente aveva come obiettivo quello di mettere in competizione i volti delle persone e stilare una classifica in tempo reale in base alle sfide vinte. In seguito abbiamo perfezionato l’idea portandola alla versione attuale con meccanismi molto più social, logiche di gaming più coinvolgenti e soprattutto spostando l’attenzione sui brand.”

2- Quale è il processo di funzionamento dell’applicazione?

“Clap società si interfaccia con un brand che ha bisogno di creare un determinato tipo di campagna e viene creato di conseguenza un Hashtag specifico concordato, gli utenti a questo punto sono chiamati a postare una foto inerente al brand. Nel momento in cui carica la foto, l’utente può scegliere se sfidare direttamente un amico o se procedere al matching in modo casuale, il risultato sono più competizioni 1 vs 1 a partire dalle quali si stila una classifica in base al numero di Clap ricevuti. I premi vengono stabiliti con il brand promotore dell’hashtag e subentra al termine della campagna, premiando gli utenti posizionati nelle prime posizioni della classifica.”

3- Quale bisogno dei clienti cercate di soddisfare e quali dinamiche sfruttate?

“Nel rapporto consumatore-utente la ragione che si trova dietro a Clap nasce dalla volontà di retribuire in qualche modo l’utente per le informazioni che carica in rete, infatti sui social tradizionali come Instagram, Facebook e Twitter non vi è alcuna forma di ricompensa e le informazioni che gli utenti caricano vengono utilizzate comunque dai brand. Con la nostra app invece, attraverso il meccanismo a premi e le logiche di gaming sviluppate, l’utente viene ricompensato dagli stessi brand, che a loro volta traggono vantaggio dalla pubblicità che gli utenti promuovono attraverso gli hashtag. A livello di brand invece, una piattaforma come la nostra risolve il problema del raggiungimento del consumatore finale, le pubblicità tradizionali impediscono al brand di individuare il canale attraverso il quale lil consumatore è portato al consumo effettivo.”

4- Quale è il vostro modello di business e da dove provengono i profitti?

“Inizialmente, in attesa di raggiungere un numero consistente di utenti, ci offriamo come piattaforma/servizio/esperienza che gestisce una campagna social di attivazione, fidelizzazione e consegna premi per aumento la brand awareness. Dopo aver fatto un po’ di attività del genere e aver raggiunto un buon numero di utenti inizieremo a fornire anche consulenza legata all’analisi dei dati dei brand.”

5- Quali sono i traguardi più importanti che avete raggiunto? E quali volete raggiungere?

“Il primo obiettivo che ci eravamo posti era di raggiungere i 1000 utenti per testare il lato user e l’abbiamo raggiunto in due mesi dal lancio di prova dell’app, ora stiamo sviluppando la nuova versione e ci siamo dedicati molto al lato del servizio Brand, avviando numerose collaborazioni.

Nel medio lungo termine entro 6 mesi abbiamo come obiettivo il primo round di finanziamenti e iniziare a fatturare, inoltre ottimizzare l’algoritmo per perfezionare i matching tra fotografie simili e di pari livello in modo da rendere il più equa ed efficace possibile ogni sfida.”

6- Far parte di una Junior Enterprise quanto ti ha aiutato e quanto potrebbe aiutare i giovani a sviluppare le proprie skills imprenditoriali?

“Io sono in JELIUC da un anno, avevo già iniziato a sviluppare Clap e entrare in una Junior Enterprise è stato d’aiuto. È molto bello il fatto che sia una realtà giovane e dinamica, e proprio questo dinamismo molto spesso facilita l’ingresso nel mondo del lavoro. Una Junior Enterprise è come una palestra per dei ragazzi giovani e motivati.”

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