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Car Sharing: presente e futuro della mobilità urbana

Smart Cities e Smart Mobility

Negli ultimi decenni si stanno sviluppando le cosiddette Smart Cities, città in cui le innovazioni tecnologiche vengono implementate per sviluppare servizi tesi a  migliorare la vivibilità delle aree urbane sotto diversi punti di vista. Una delle sfaccettature più interessanti della smartness delle città è quella che riguarda lo sviluppo della Smart Mobility: da sempre il tema della mobilità è stato cruciale per le amministrazioni pubbliche, soprattutto nelle realtà più grandi e popolate, che ha portato alla ricerca negli ultimi anni di sistemi intelligenti per  migliorare l’esperienza del cittadino. Tra questi possiamo annoverare il bike sharing, nuovi servizi di trasporto quali Uber, app che consentono di conoscere in tempo reale gli orari di treni e mezzi pubblici ed infine il car sharing.

Quest’ultimo è uno dei sistemi più rivoluzionari in tema di mobilità urbana e si è sviluppato all’interno del nuovo concetto di business definito “Sharing Economy”: l’economia della condivisione, in cui si passa dall’idea di proprietà di un bene a quella di utilizzo di quel bene. L’utente moderno vuole usufruire di un servizio in modo facile, sicuro e a basso costo ed il car sharing risponde a queste necessità.

 

Car sharing

Le compagnie che offrono tale servizio sono le proprietarie dei veicoli che vengono poi messi a disposizione dei cittadini, i quali si possono muovere liberamente all’interno dell’area urbana pagando in base al tempo di utilizzo.

Questo nuovo servizio ha totalmente modificato l’esperienza di mobilità per quei soggetti che, vivendo solo in via temporanea in città, non hanno a disposizione un’auto di proprietà. Inoltre, con la crescita  dell’utilizzo del car sharing si stima che aumenterà il numero di auto elettriche nelle strade e questo avrà un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale: sempre più compagnie fornitrici del servizio si stanno equipaggiando con flotte totalmente o quasi composte di auto elettriche. Ad esempio Parigi si è focalizzata sull’impatto ambientale e ha imposto che i provider abbiano una flotta totalmente elettrica o ibrida.

 

Il car sharing è ormai una realtà che sta andando consolidandosi in varie parti del mondo, prima tra tutte in Europa, dove Germania e Italia fanno da leader per numero di utenti, detenendo al 2016  rispettivamente il 40% e il 20% delle utenze europee.

In Europa le città principali per numero di macchine sono Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Milano, Roma, Torino e Firenze. Nel 2016 la città più coperta è stata Parigi con 3.827 auto seguita da Londra con 2.800, Berlino e Milano si attestano a circa 2.000 auto e Roma a 1.450. Ad oggi le aziende più conosciute sono Car2Go, di proprietà del gruppo Daimler Ag, DriveNow, di proprietà di  BMW e Sixt e Enjoy in Italia, che fa parte di Eni Group.

Business Model

Nonostante siano emerse numerose compagnie che offrono tale servizio, ognuna con le sue peculiarità, possiamo individuare dei caratteri comuni in ognuna di queste sia nel rapporto con il cliente, sia nella modalità d’uso del servizio.

Andando per step possiamo individuare i passaggi chiave dell’utilizzo:

  • L’utente si registra alla piattaforma, fornendo le sue generalità, i dati della patente e una carta di credito da collegare al proprio account
  • Una volta avvenuto il controllo dei dati da parte dell’azienda l’utente potrà utilizzare i veicoli  messi a disposizione dall’azienda
  • Grazie all’utilizzo dell’app è possibile individuare tramite GPS i veicoli vicini, prenotarli e, una volta raggiunti, aprirli. Prima di avviare la corsa sarà poi richiesto all’utente di inserire il PIN identificativo per accertare l’identità del guidatore. Una volta terminata la corsa si potrà concludere il noleggio sempre tramite app

 

Questi sono in breve i meccanismi di funzionamento del car sharing, la cui descrizione può essere completata parlando dei meccanismi di utilizzo dell’auto. Infatti, sotto questo punto di vista, si distinguono modalità stationary, free-floating o una combinazione di queste due. Per quanto riguarda la modalità stationary l’utente può utilizzare liberamente il veicolo, ma dovrà parcheggiare in delle postazioni predeterminate. Questa tipologia di servizio è molto diffusa tra le aziende che offrono macchine elettriche, che necessitano della ricarica. Nella modalità free-floating, invece, l’utente ha massima libertà di utilizzo e parcheggio dell’auto, entro i confini urbani stabiliti dall’azienda.

 

Sistemi di pagamento e bonus

Alcune compagnie di car sharing prevedono l’iscrizione al servizio totalmente gratuita, altre richiedono il pagamento di una quota iniziale mentre altre ancora obbligano alla sottoscrizione di abbonamenti mensili e/o annuali. Per quanto riguarda invece i costi del noleggio, le tariffe sono nella maggior parte dei casi legate solo al tempo di utilizzo.

Risultano di notevole importanza le partnership tra le aziende di car sharing ed altri operatori, solitamente legati al trasporto ed ai viaggi, che permettono di usufruire del servizio con notevoli sconti, che solitamente sono collegati a minuti in regalo.

Un altro modo per ottenere minuti gratuiti in alcuni casi, come per Enjoy e DriveNow, è fare rifornimento di benzina a quelle auto che risultano in riserva: il cliente che si occuperà di portare l’auto alla pompa di benzina verrà premiato quindi con un buono.


Aspettative per il futuro

Nonostante sia molto diffuso e abbia ricevuto un forte riscontro dagli utenti, il car sharing è ancora nella sua fase iniziale e non ha per ora raggiunto il suo picco.

Secondo uno studio di Deloitte i veicoli del car sharing aumenteranno entro il 2020 fino a superare le 150.000 auto in circolazione solo in Europa, in linea con la crescita del numero di utenti, che si stima raggiungerà i 15.6 milioni di users europei. In termini di market size ci si aspetta una crescita esponenziale: secondo alcuni studi il mercato potrebbe raggiungere circa 1 miliardo, considerando in maniera aggregata il free-floating,le station based e il P2P (peer to peer,servizi quali Uber e Blablacar).

 

Fonti:

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