L’equipment rental per sopravvivere al crollo del settore costruzioni

La risposta delle imprese italiane nel periodo più nero dell’edilizia mondiale: il noleggio come garanzia di flessibilità ed abbattimento dei costi

I numeri delle ultime rilevazioni pubblicate dall’Ance (“Associazione Nazionale Costruttori Edili”) parlano chiaro. Negli ultimi anni il settore delle costruzioni sta vivendo una crisi che sembra non avere fine e il 2013 è stato il sesto anno consecutivo di caduta; una lunga fila di segni negativi che hanno portato il settore a perdere il 29% degli investimenti, e le proiezioni per il 2014 dicono che questa contrazione è destinata a lievitare fino al 32%.

I permessi per costruire poi, sono passati da oltre 300mila del 2005 a meno di 100mila alla fine dello scorso anno, le compravendite di case si sono dimezzate, così come si è dimezzato il credito alle imprese del settore, gravate da insostenibili costi fissi, spese di gestione e manutenzione di macchinari che hanno causato il fallimento di molte di queste o il ridimensionamento di altre. Dall’inizio della crisi a oggi i posti di lavoro persi nel settore costruzioni sono 446mila. Considerando anche le aree collegate alle costruzioni, arrivano a quota 690mila. Non sono solo gli operai a restare a casa, ma tutte le figure professionali legate al cantiere: in un anno i progettisti (architetti, ingegneri e geometri) sono diminuiti del 23%.

In questo scenario drammatico, per ridurre l’incidenza negativa dei costi fissi, le imprese nazionali hanno pensato ad una soluzione di maggiore flessibilità e, seguendo il trend europeo, hanno deciso di affidarsi all’equipment rental, ovvero il noleggio di attrezzature e macchinari di lavoro. Questa soluzione è divenuta negli ultimi tempi una precisa strategia imprenditoriale.

A partire dal 2009 infatti, il settore del noleggio edile ha avuto una crescita ed un’evoluzione considerevole. In un Paese come l’Italia, il cui sistema industriale è costituito principalmente da piccole e medie imprese, la proposta di disporre per un periodo di tempo limitato di attrezzature e macchinari si è rivelata nella maggior parte dei casi vincente. Oggi, circa l’85% delle compagnie del settore costruzioni dichiara di affidarsi spesso e volentieri al noleggio, poiché questa soluzione favorisce non solo un abbattimento dei costi e una maggiore flessibilità, ma anche efficienza sul luogo di lavoro e risposta costante al bisogno di innovazione.

Da una parte infatti, permette alle imprese di allargare la capacità di intervento e di effettuare lavorazioni particolari senza operare investimenti ingenti; dall’altra, le aziende di noleggio propongono macchine sempre all’avanguardia ed in perfetta efficienza, poiché la chiave del loro successo risiede proprio nel controllo periodico, nella garanzia di funzionamento e nella proposta di tecnologie up-to-date.

Seppur condizionato dalle difficoltà della recente crisi, il mercato dell’equipment rental ha saputo trasformarsi ed andare incontro alle esigenze delle imprese. Ne consegue che i risultati del noleggio dimostrano tendenze positive nei vari segmenti produttivi dell’industria in tutta Europa. Nello specifico, in Italia nel 2010 il mercato del noleggio di macchine e attrezzature per le costruzioni ha consolidato un giro d’affari di 1.611,7 milioni di euroOggi dunque, l’equipment rental rappresenta un modello di business estremamente eterogeneo nelle sue varie forme e aperto a numerose strategie aziendali: si può noleggiare qualsiasi tipologia di attrezzatura e si è assistiti da personale specializzato nelle fasi di montaggio e smontaggio, con un servizio che migliora l’offerta e la redditività stessa dell’attività.

Tuttavia, se da una parte la grande flessibilità del noleggio rende il servizio estremamente efficace, pone l’intero settore di fronte ad una serie di interrogativi e sfide per il futuro. In primo luogo, il costante aumento di imprese che svolgono questo servizio, con una forte concorrenza soprattutto nel Centro-Nord Italia: tra queste si celano piccole realtà che prendono in locazione beni – per i quali l’investimento, soprattutto nella fase di avviamento dell’attività, è elevato e privo di garanzie – e non sempre dispongono delle garanzie finanziarie sufficienti. Inoltre, la necessità di assumere personale in grado di organizzare al meglio la gestione dei macchinari, riuscendo a ‘far girare’ le attrezzature rapidamente ed evitare di avere ‘attrezzature immobilizzate’ per periodi troppo lunghi.

Infine, la fondamentale questione delle regolamentazioni e della sicurezza sul lavoro: in assenza di una legislazione efficace in questo senso molte imprese, al fine di offrire tariffe sempre più basse e competitive, potrebbero iniziare ad operare senza considerare la sicurezza dei macchinari, senza eseguire la manutenzione obbligatoria degli stessi e senza provvedere all’esecuzione delle verifiche previste dalla legge. Proprio questo potrebbe essere lo sviluppo negativo di una situazione che invece appare florida e profittevole.

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