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Insurtech: verso l’assicurazione digitale

All’interno di un mondo sempre più digitalizzato anche il settore assicurativo, uno dei business percepiti come più burocratici e tradizionali, si sta velocemente orientando verso la nuova dimensione dell’insurtech. Ciò avviene non solo tramite investimenti interni delle compagnie per sviluppare nuove soluzioni innovative ma anche tramite investimenti esterni e partnership in nuove start-up che forniscono prospettive interessanti per il settore assicurativo.
Tali operazioni rappresentano un vantaggio per entrambe le parti: da un lato la start-up trova una modalità di reperire i capitali che assicuri un investitore con il know-how del settore e con un reale interesse nel successo della start-up. Dall’altro, la compagnia di assicurazione ottiene nuove tecnologie e nuove prospettive innovative per sviluppare il proprio business nell’ambito dell’insurtech.

L’obiettivo più comune di questo tipo di innovazione è la possibilità di creare polizze ritagliate sul cliente, con una migliore identificazione della classe di rischio e quindi di un premio più equo, ottenendo così un più alto livello di soddisfazione da parte dello stesso. A tal fine le compagnie stanno cominciando a sfruttare l’accesso alle grandi moli di dati grezzi disponibili, i cosiddetti Big Data, in modo sempre più sofisticato.
Il nuovo trend di orientamento al cliente ha portato a soluzioni interessanti, come la possibilità di stipulare polizze sul momento e per una durata limitata, come avviene nel caso delle polizze auto relative alle sole miglia percorse o alle ore di guida reali.

La prima a muoversi nel mercato italiano sarà il gigante francese Axa, che, attraverso una partnership con Neoinsurance, ha intenzione di lanciare una app in grado di fornire polizze istantanee “in soli 3 touch”. La necessità di creare queste polizze immediate deriva dal fatto che i clienti sono sempre più a contatto con il proprio smartphone. Neoinsurance utilizza questo veicolo per raggiungere una quantità maggiore di utenti, sfruttando il crescente trend della vendita di servizi tramite i dispositivi mobili.

I clienti stanno cambiando velocemente e ci chiedono di guardare al futuro. Noi di AXA vogliamo essere all’avanguardia in questa trasformazione del settore assicurativo”, ha dichiarato Patrick Cohen, CEO del Gruppo AXA Italia. “Grazie alla partnership con Neosurance siamo al posto giusto nel momento giusto, con il prodotto giusto. L’obiettivo è continuare a innovare e semplificare la vita dei nostri clienti, proteggendo ciò che unisce le community di utenti, ovvero le passioni e gli interessi comuni, in modo semplice e accessibile, in soli 3 touch” (“Il Gruppo AXA Italia si proietta nel futuro e lancia la prima instant insurance, ‹‹Al Volo››”, Comunicato Stampa del 20 Luglio 2017).

Il futuro dell’insurance è nei prodotti granulari, nei micromomenti, capaci di raggiungere attraverso nuovi canali il cliente proprio quando ne ha bisogno. E’ con questo in mente che abbiamo creato Neoinsurance“, spiega Dario Melpignano, fondatore e CEO della start-up, in un’intervista a La Repubblica. “Lo smartphone è diventato l’equivalente del cliente, la persona, quella che nelle tragedie greche era la maschera. Per offrire il prodotto giusto bisogna monitorare le emozioni del cliente“.

Molto innovativa è anche la compagnia americana Lemonade. Essa si differenzia in maniera significativa rispetto ai competitor soprattutto per la maniera con cui si interpone con i clienti, impostando l’intero processo dell’assicurazione, dalla polizza ai reclami, su un’esperienza mobile e ad alto contenuto tecnologico.
Le innovazioni di Lemonade sono essenzialmente la chatbot (l’interazione tramite chat automatica per la stesura della polizza), l’etica e la semplificazione. Il tutto avviene secondo i principi su cui la start-up è stata costruita: fra questi c’è la centralità della customer experience, che significa eliminare tutti i possibili momenti di frizione tra l’assicurazione e il suo cliente, come i processi complicati, i tempi lunghi, la parte burocratica ed i costi elevati.
Le potenzialità di questa start-up sono supportate anche dal grande impatto che ha avuto sulla nuova generazione di clienti (la fascia di età dai 25 ai 32 anni rappresenta il 63% del totale dei clienti) grazie, fra le altre cose, alla sua facilità d’uso apprezzata dai più giovani.

Come accennato in precedenza, un importante principio distintivo è quello del business etico, poiché Lemonade devolve una parte delle cifre incassate in beneficenza.
Il modello etico funziona così: la compagnia chiede ai clienti di nominare un ente di beneficenza quando acquistano una polizza. Successivamente, i premi di coloro i quali scelgono la stessa “buona causa” sono raggruppati e vanno a costituire un unico fondo a copertura dei sinistri. A fine anno, i proventi che non sono stati utilizzati per i sinistri, sono devoluti da Lemonade alla causa prescelta da quel gruppo.
“Sapere che ogni dollaro che ci viene negato in un reclamo è un dollaro di più per il nostro assicuratore, tira fuori il peggio in tutti noi. Così abbiamo architettato Lemonade per evitare conflitti di interesse. Prendiamo un forfait del 20%, e diamo i soldi non reclamati a cause che stanno a cuore dei nostri assicurati.” A dirlo è Dan Ariely, nominato Chief Behavioural Officer di Lemonde, cioè colui che è preposto allo studio dei comportamenti dei clienti e allo sviluppo delle conseguenti strategie.

Un altro aspetto che sta guidando l’insurtech è l’apertura del settore alle innovazioni finanziarie, prime fra tutte la Blockchain. A testimonianza di ciò vi è il progetto B3i, un’intesa di più compagnie che si è prefissata lo scopo di utilizzare la tecnologia del Blockchain al servizio delle assicurazioni. A far parte del consorzio c’è anche l’italiana Generali, che attraverso un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito si è definita “orgogliosa di partecipare attivamente a questa nuova iniziativa. Blockchain è una tecnologia innovativa destinata a rivoluzionare il sistema economico, ma anche a trasformare significativamente il mercato assicurativo”. Infatti, con l’avvento di questa nuova tecnologia, il mercato si apre ad una nuova forma di contratto tra le parti, lo smart contract.
Questo perché Blockchain è un sistema informatico che consente di creare registri pubblici distribuiti, trasparenti e del tutto inalterabili, sui quali annotare qualunque transazione senza che ciò richieda la presenza di intermediari di fiducia (le cosiddette Third Trusted Parties), e in più capace di gestire anche l’esecuzione automatizzata di istruzioni (gli smart contracts appunto).
L’avvento di questi nuovi tipi di contratti potrebbe rivoluzionare il settore assicurativo andando a modificare in modo sostanziale le polizze così come sono concepite oggi.

In attesa dello sviluppo dell’insurtech in tutti i suoi aspetti, sappiamo per certo che il futuro del settore assicurativo sarà caratterizzato da forti cambiamenti determinati non solo dalle tecnologie che si andranno a delineare, ma anche dalle capacità delle compagnie assicurative di rivoluzionare le modalità di interazione con il cliente.

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