Pikablink, premia il passaparola

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui ogni settimana sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. La campagna si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Molti di questi young entrepreneurs hanno partecipato all’omonimo evento, tenutosi il 5 maggio 2014 all’Università Bocconi e organizzato da JEME, che aveva l’obiettivo di mettere in contatto i più importanti attori di questo settore, come startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT.

Ecco l’esperienza di Andrea Gavazzoni, fondatore di PikaBlink, un servizio con cui si può amplificare e perfezionare l’uso dei vari social network durante importanti eventi sportivi.

Hai partecipato all’evento Young Entrepreneurs. Come ti è sembrato? E’ stato utile?

Andrea:  credo sia stato molto interessante, mi ha dato l’opportunità di parlare con persone davvero convinte della proprio idea e chiaramente in uno stadio piuttosto avanzato nell’evoluzione della loro startup. Insomma, non uno dei tanti eventi organizzati per prendersi un aperitivo e che in fin dei conti si rivelano spesso anche un po’ delle perdite di tempo.

Di cosa si occupa la tua startup?

Le persone, soprattutto seguendo il trend degli ultimi anni, raccontano ciò che fanno sfruttando i social media; quando lo fanno però, non sempre pensano all’efficacia del messaggio che stanno lanciando, omettendo magari dettagli che possono essere utili a noi stessi in primis e allo stesso tempo forse ancor più utili a tutti coloro che sono nella nostra rete. Un semplice esempio per rendere tutto più chiaro: un utente apre PikaBlink e nell’applicazione stessa trova delle icone in cui sono elencati gli eventi che si terranno prossimamente, seleziona quello a cui ha in programma di partecipare e manda in questo modo un messaggio contenente il format ufficiale dell’evento attraverso tutti i principali social; nel caso in cui l’utente si trovasse in quel momento all’evento, attraverso un sistema di localizzazione GPS potrebbe allo stesso modo comunicare immediatamente con i social. Dunque questo, oltre a fornire informazioni preziose ai nostri amici che vogliono partecipare, è talmente utile a coloro che organizzano l’evento che essi stessi sono disposti a mettere a disposizione premi di vario genere per gli utenti PikaBlink che usano il servizio. PikaBlink non deve essere considerato un social di per sé, quanto piuttosto una sorta di piattaforma di amplificazione dei messaggi. Come spesso accade nelle startup, l’idea iniziale viene leggermente rivista in corso d’opera; non a caso infatti, nonostante inizialmente ci concentrassimo maggiormente su eventi legati principalmente al mondo del cinema e del teatro, ultimamente sono senza dubbio le manifestazioni sportive quelle che stanno avendo più successo.

Quali sono gli obiettivi principali per il futuro?

Innanzitutto quello di raccogliere fondi: infatti, anche se nel nostro caso ciò non rappresenta un ostacolo alla crescita, ci permetterebbe senza dubbio di tagliare dei traguardi molto più rapidamente dal momento che potremmo presentarci ai nostri clienti con un piano marketing e comunicazione decisamente più completo e strutturato. Vorremmo poi estenderci ad altri sport, oltre a pallavolo e basket, e in ultimo sicuramente ampliare la nostra prospettiva anche in ottica estera.

pickablink

A proposito di questo ultimo punto, come mai consigli di andare il prima possibile all’estero e come mai hai deciso di fare startup in Italia?

La mia indicazione di andare all’estero, nel caso non si abbiano vincoli famigliari, è dettata dal fatto che si avrà la possibilità di fare successo molto più velocemente. Guardando all’altro lato della medaglia, l’Italia è un paese così poco al passo con i tempi quando si parla di startup da permettere a noi giovani imprenditori di testare i nostri prodotti direttamente nel mercato. All’estero la fase di sperimentazione andrebbe fatta in gran segreto dato che ci sarebbe qualcuno molto attento e pronto a cogliere l’occasione e rubare l’idea. Dopo esserci radicati in Italia, intendiamo comunque provare un espansione in Gran Bretagna (Londra nello specifico), dato che vi è ha una concentrazione di eventi sportivi sia di squadra che individuali senza pari nel mondo. Questo allargamento delle nostre prospettive è inoltre facilmente gestibile dato che puntiamo a mantenere anche il business italiano.

Come riuscite a generare profitti?

Per ora la principale fonte di reddito deriva dal co-marketing. Ottenere le sponsorizzazioni sulle pagine social delle società sportive è un grande mezzo per la promozione del nostro servizio. Per fare un esempio, l’Olympia Milan ha una base di fan superiore alle 100 000 unità. Il business in seguito si fonderà, come è tipico nel digital-marketing, sul numero di visualizzazioni dell’evento e click all’interno delle varie pagine. Cioè che ci differenzia da altri fornitori di servizi analoghi è il fatto che il pagamento che il committente ci riconosce viene diviso tra una parte di remunerazione fissa a noi e un ammontare equivalente al valore dei premi che assegneremo. Mantenendo delle tariffe competitive e permettendo ai vincitori di godere di indimenticabili esperienze ai palazzetti stiamo riuscendo a farci strada e a guadagnare un mercato sempre più ampio.

 

Avete mai considerato la possibilità di un’espansione ad altri sport oltre a basket e pallavolo, magari il calcio dove il numero degli spettatori è di molto superiore?

Anche se potrebbe apparire un controsenso, le grandi squadre di calcio hanno una struttura di marketing esternalizzata. Dato che si affidano a società che curano tutti i dettagli degli eventi, riuscire a districarsi fra questi competitors così più sviluppati e grandi di noi, e avere un minimo spazio di manovra autonomo, sarebbe difficile. Stiamo invece valutando possibili espansioni ad altre squadre di volley e basket. Sarebbe tuttavia in questo caso importante riuscire ad ottenere una partnership a livello di lega nazionale. Dato che i nostri premi consistono in pacchetti esperienza completi (chiavi in mano) completamente gestiti da noi, per ora ci premuriamo di avere sempre qualcuno presente all’evento che possa assistere gli spettatori vincitori in ogni fase. Se si iniziasse ad espandersi a molte squadre sarebbe necessario un grande cambiamento a livello di logistica ed organico. Il dovere seguire personalmente le partite per assicurarci i premi possano essere “goduti” al meglio presenta tuttavia anche dei lati positivi. Gli organizzatori dei vari eventi non devono curarsi di alcunché dato che è tutto gestito da noi. Nel lungo termine, vedendo la nostra serietà e professionalità si andrà a creare un rapporto di fiducia sempre più stretto. E’ del resto sulla buona reputazione e affidabilità che si creano solide basi per sviluppare una qualsiasi attività di marketing.

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