Ryto, il liquore tra innovazione e tradizione

JEME, la Junior Enterprise dell’Università Bocconi, presenta “Young Entrepreneurs”, una rubrica dedicata al mondo dell’imprenditoria giovanile, in cui periodicamente sono pubblicate le testimonianze di alcuni dei protagonisti del mondo delle startup e delle imprese più innovative d’Italia. L’iniziativa nasce dall’omonimo evento realizzato da JEME a maggio 2014, che ha riunito oltre 40 startupper, fondi di venture capital, incubatori e professionisti dell’IT. Negli anni, JEME ha continuato a concentrarsi sul tema dell’imprenditorialità, collaborando con incubatori e imprenditori italiani su progetti, eventi e occasioni di confronto. 

Tramite questa campagna, JEME si prefigge lo scopo di raccogliere le loro storie, le loro aspirazioni e i loro consigli e di descrivere le caratteristiche di un mondo che in Italia è in costante sviluppo. Matteo Macchetti è il nostro Young Entrepreneur del mese. Matteo, grazie alla collaborazione dei suoi due soci, ha fondato Ryto s.s con l’intento di imporsi nel mercato della ristorazione di lusso con un liquore tipico della tradizione piacentina, il Bargnolino.

Matteo, raccontaci la tua idea di business.

FullSizeRenderL’iniziativa scaturisce da una brillante idea dei miei soci: Giovanni Tirotto e Luca Camminati, rispettivamente designer d’interni e ingegnere gestionale. I due, infatti, hanno deciso di lanciare sul mercato un liquore tipico della tradizione piacentina sfruttando l’antica ricetta tramandata da generazioni e custodita gelosamente dalla nonna di uno di loro. Così è nato Ryto, un Bargnolino frutto della storia del nostro territorio.

Il Bargnolino è ottenuto dall’infusione nell’alcol per quattro mesi delle bacche di Prunus Spinus, alle quali viene successivamente aggiunto vino rosso locale e zucchero per poi essere lasciato a riposare all’interno di una botte per ulteriori quattro mesi. Nel tentativo di creare un prodotto innovativo, a partire dal 2014, i miei soci hanno iniziato a svolgere una vera e propria attività di ricerca, provando ad aggiungere ingredienti diversi alla ricetta tradizionale. Dal 2014, grazie a questo processo di sperimentazione, sono stati realizzati 24 tipi diversi di Bargnolino, dall’esame dei quali si è arrivati alla ricetta definitiva.

A fine 2015 hanno ottenuto il prodotto finale, più legato alla tradizione rispetto agli altri tentativi realizzati. L’eccellenza del prodotto deriva dalla produzione autonoma delle bacche, infatti, sono state trapiantate circa 60 piante all’interno di un terreno di proprietà creando il cosiddetto “Bargnoleto”, ovviando quindi ai problemi della raccolta su suolo pubblico.

Il riconoscimento della qualità del prodotto è avvenuta nell’agosto 2015, quando, partecipando ad un contest provinciale bandito dall’ANAG (Associazione Nazionale Grappa e Acqueviti), abbiamo ottenuto il primo posto tra 32 Bargnolini concorrenti.

Come nasce il nome “Ryto”?

Il rito è un’azione individuale o collettiva, del singolo o della comunità, eseguita in un tempo ed uno spazio specifico.

Questo nome vuole rappresentare un nuovo momento di estrema sacralità, una abitudine sottile e pregiata, una innovativa abitudine del fine pasto. Il sorseggiare questo prodotto presume un intenso rispetto per il lungo processo di produzione e per il nostro impegno nel realizzare qualcosa di unico.

Come procede il vostro business?

Lo scorso gennaio abbiamo registrato Ryto presso l’ufficio marchi e brevetti italiano, contestualmente è nata l’omonima società con le caratteristiche sopra citate. Io mi occupo di redigere il business plan, che ci servirà ad individuare un business angel per raccogliere i fondi necessari allo sviluppo e produzione dello stampo per la bottiglia. Recentemente, durante il Fuori Salone del Mobile a Milano, abbiamo portato avanti due campagne promozionali per far conoscere il nome del prodotto e per indurre i consumatori alla ricerca del nome Ryto sul web.

Attualmente il grande traguardo per Ryto è poter riuscire a produrre la bottiglia per entrare al più presto nel mercato e per iniziare la diffusione del prodotto in primis sul territorio italiano e successivamente anche all’estero in caso di buone opportunità

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Quali difficoltà state incontrando?

Attualmente l’unico ostacolo che sta rallentando l’entrata sul mercato è la mancanza di fondi necessari per la produzione della bottiglia e per il lancio di una campagna marketing e promozionale degna di nota. Un’ulteriore sfida a cui si sta cercando di trovare soluzione è legata alla stagionalità della bacca. Quest’ultima maturando una volta all’anno non garantirebbe una totale copertura per la produzione di bottiglie stabilita, motivo per il quale stiamo svolgendo test per capire se sia possibile riutilizzare la bacca dopo una prima infusione.

Quali sono stati i vostri traguardi?

Oltre al già citato primo posto che ci ha visto premiati tra 32 Bargnolini, Davide Otolini, critico eno-gastronomico, ha riconosciuto Ryto come un prodotto molto equilibrato e piacevole per il carattere dolce, corposo e carnoso, dovuto anche alla presenza del vino. In aggiunta i due eventi del Salone del Mobile hanno sicuramente creato una maggiore visibilità del brand, ma sono stati soprattutto perfette situazioni in cui poter ricevere feedback da esperti.

Come si svolge la produzione?

Momentaneamente, il processo di produzione è gestito e regolato da un contratto in conto terzi, sulla base del quale la realizzazione del prodotto è esternalizzata ad una distilleria della Franciacorta la quale garantisce il rispetto dei requisiti legali di produzione.

Qual è il vostro target di riferimento?

Il prodotto vuole proporsi alla fascia alta del mercato; il prezzo sarà, pertanto, intorno ai 50 euro a bottiglia. Il target per Ryto è rappresentato dall’alta ristorazione, locali, bar e alberghi di alto livello, non mancano tuttavia all’interno dei nostri piani enoteche selezionate. La bottiglia sarà il punto di forza del prodotto, essa trasmetterà infatti l’immagine di esclusività. Il cliente di riferimento deve essere un cliente attento al dettaglio: la bottiglia sarà di acciaio e vetro, caratteristica innovativa rispetto alla totalità delle bottiglie presenti oggigiorno sul mercato.

Pensate un giorno di espandervi anche all’estero?

Stiamo valutando la possibilità di mandare qualche market test in Sardegna, dove il cliente russo è molto presente così da ottenere un feedback prima di affacciarci su quel mercato.

Stiamo, inoltre, prendendo in considerazione la possibilità di inserire Ryto all’interno di qualche prodotto dolciario di alta pasticceria, oppure di creare un cocktail in cui Ryto avrà modo di esprimere la sua immagine e diffondersi su tutto il territorio nazionale, venendo così incontro alle frizzanti esigenze di un pubblico più giovane.

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