Fuga di cervelli: la consulenza diventa una risorsa chiave

Gli emigrati italiani all'estero iniziano ad aumentare dopo anni di stallo, quali sono gli impatti sull'economia Italiana?


Secondo un report diffuso dall’Istat, relativo alle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente, nell’ultimo anno si è verificato un evento anomalo: al fronte della prima diminuzione nella percentuale di immigrati in Italia (-17% dall’Africa), aumentano dell’1,9% le emigrazioni all’estero da parte di connazionali. L’età media è 30 anni e le mete preferite sono Inghilterra (21 mila), Germania (18 mila), Francia (circa 14 mila), Svizzera (quasi 10 mila) e Spagna (7 mila), per un totale di 117 mila emigrati Italiani nell’ultimo anno e 816 mila nell’ultimo decennio. Si tratta soprattutto di laureati, risorse fondamentali per tutta l’Italia e, in particolare, per il Sud Italia, che più di tutti sente il peso di questo fenomeno, il quale sta contribuendo ad allargare il forte gap rispetto alle regioni del Centro-Nord.

A spiegare la ripresa dell'emigrazione non sono solo le difficoltà del mercato del lavoro in Italia, ma anche un mindset sempre più internazionale che spinge i giovani più qualificati, nati nell’epoca della globalizzazione, a investire il proprio talento in paesi esteri con maggiori opportunità di carriera e di retribuzione.


Che impatto ha ciò sulla consulenza?

Si tratta una domanda la cui risposta può prevedere diverse sfaccettature. Da un lato infatti bisogna considerare quanto la perdita di risorse umane sia certamente un ostacolo non indifferente per le aziende, in particolare per le società di consulenza, che, in quanto labour intensive, devono le proprie performance alla competenza ed alla qualità delle persone che vi lavorano all’interno. In questa prospettiva, la perdita di laureati significa perdita di un fattore fondamentale nell’affermazione della consulenza italiana, a favore di società straniere che oltre alle risorse che già possiedono vengono arricchite ulteriormente da queste fughe di cervelli. Dall’altro lato, la forte tendenza all’internazionalizzazione riguarda anche le stesse società di consulenza, con la conseguente enfatizzazione di questo fenomeno. Tutto ciò, tuttavia, è dovuto al continuo restringimento del tessuto imprenditoriale italiano, il che contribuisce a ridurre sia la richiesta di dipendenti, sia il numero di possibili clienti per le società di consulenza.


Quali sono le responsabilità di una società di consulenza?

La consulenza in questo clima di negatività svolge quello che potrebbe definirsi un ruolo chiave, ossia guidare le aziende italiane verso i nuovi mercati, contribuendo ad un processo di svecchiamento sempre più necessario mostrando elevata professionalità e continua innovazione, indispensabili per contribuire ad una risalita delle imprese. Tra le responsabilità di una società di consulenza vi è innanzitutto il compito di dare maggiore valore ai giovani, creando opportunità che possano, quanto più possibile, risultare appetibili per i neo-laureati i quali, per la maggior parte, preferirebbero rimanere in Italia se la situazione lo concedesse. Le necessità sono principalmente quelle di reinventarsi in senso sia verticale che orizzontale verso materie nuove, con la conseguente creazione di nuovi professionisti esperti e di nuovi posti di lavoro.

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