Libra

Zuckerberg testimonia e sette partner abbandonano il progetto


Libra è la nuova cripto valuta progettata da Facebook e promossa da un consorzio di aziende multinazionali. Se dovesse essere rilasciata, sarebbe utile per trasferire denaro da una parte all'altra del mondo con commissioni più basse e tempistiche più veloci rispetto agli attuali metodi di pagamento.


Mark Zuckerberg, convocato dal Congresso degli Stati Uniti, è stato ricevuto il 23 ottobre.

Libra

In data 18 giugno 2019, per mezzo di un post su Facebook, Mark Zuckerberg ha comunicato universalmente l’intenzione di dare vita a una propria valuta denominata Libra.

Il target principale per il quale la criptovaluta è stata ideata è il raggiungimento dei 1.7 miliardi di ‘unbanked’: tutta la popolazione adulta priva di conto corrente bancario o servizi che consentano transizioni monetarie.

Permetterebbe il passaggio di somme di denaro tramite l’utilizzo del Social Network, senza la necessità delle procedure burocratiche richieste dalla creazione di un conto bancario.

In passato, specialmente nel territorio africano dove avere accesso ai servizi finanziari risulta essere più complesso, aveva riscosso un grande successo la piattaforma MPESA (controllata da vodafone) che permetteva di pagare merci e servizi tramite ricariche telefoniche.

Coordinamento e gestione del progetto sono affidati a ‘Libra Association’ che, al momento del lancio del progetto coinvolgeva un totale di 28 (con l’obiettivo di arrivare a 100 al momento del lancio) tra aziende e società appartenenti al settore dei pagamenti, marketplace, blockchain e venture capital.

Queste organizzazioni aderiscono all’associazione partecipando attivamente al network Libra, eseguendo un nodo di convalida sulla rete in cambio di ricompense generate da commissioni sulle transazioni, commissioni su conversioni e interessi sui depositi.


Il progetto

Il progetto Libra si articola attorno a tre elementi chiave: l’associazione sopra citata, la blockchain utilizzata per il controllo delle transazioni e la criptovaluta.

Correlato a Libra, Facebook ha infatti sviluppato la piattaforma Calibra: il primo wallet disponibile per la gestione della nuova criptovaluta tramite il quale è possibile eseguire transazioni con la moneta digitale. Tratto distintivo della piattaforma dovrebbe essere una user experience imparagonabile rispetto alla complessa gestione delle chiavi private e chiavi pubbliche che è invece normalmente prevista in tutte le piattaforme blockchain.

Per mezzo di questa piattaforma sarà anche possibile garantire l’osservanza delle direttive AML (antiriciclaggio) ed effettuare processi di riconoscimento dell’identità dei propri clienti.

A differenza delle altre criptovalute, Libra avrebbe il valore garantito da un paniere di valute diverse (ad oggi Euro, USD, GBP, Yen) che gli permetterebbe dunque di oltrepassare i rischi di volatilità condivisi dalle altre monete virtuali.

Libra sarebbe priva di qualsiasi tipo di politica monetaria in quanto verrebbe creata moneta virtuale tramite il deposito di moneta legale e verrebbe bruciata moneta virtuale tramite il prelievo di moneta legale

Facebook non è però l’unica società ad essersi buttata nelle creazione di monete virtuali: anche Walmart ha recentemente depositato il brevetto per l’elaborazione di uno stablecoin che permetta di eseguire pagamenti di generi alimentari.


Il problema

Le perplessità principali sono collegate alla tematica della privacy (notoriamente punto debole per Facebook) e risulta particolarmente fumosa quella che sarà poi la gestione delle informazioni provenienti dagli acquisti eseguiti con Libra.

Forti perplessità sono state mosse soprattutto da istituti bancari che hanno dichiarato generalmente l’impossibilità di portare avanti il progetto senza che il tutto sia sottoposto a regolamentazioni bancarie.

I teorici numeri di Libra sono impressionanti. Basti pensare che nel territorio italiano la banca più diffusa vanta 11,1 milioni di clienti, mentre Facebook nel terzo trimestre 2018 contava un numero di utenti attivi (potenziali futuri clienti di Libra) pari a 2,2 miliardi.


Le difficoltà del momento

Il diffuso clima di scetticismo all’interno degli istituti bancari ha spinto alcune della società che avevano appoggiato in principio il progetto Libra. Visa, Mastercard, Ebay, Mercado Pago, Paypal e Stripe hanno ritirato il loro sostegno al progetto. Facebook si trova dunque a dover guidare il progetto priva dei principali partner legati al mondo dei pagamenti digitali.

in data 23 ottobre Zuckerberg è stato convocato per rispondere a domande riguardanti le specifiche di Libra davanti al Congresso americano. In tale sede il CEO di Facebook, messo particolarmente alle strette, si è dichiarato favorevole all’abbandono del progetto nel caso in cui non venissero ottenute le approvazioni necessarie.

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